Santa Margherita e i Saraceni - Villamagna

Arabi, Saraceni, Mori, Turchi e Barbareschi sono i termini con i quali si nominano, spesso a sproposito, i soldati musulmani che, a partire dal VII secolo, solcarono il mediterraneo in cerca di preda. “La ilaha illa lllah” (Dio è Dio) era l’urlo di battaglia dei Saraceni che già tra l’826 e il 961 terrorizzò tutto il Mediterraneo orientale. I paesi rivieraschi dell’Adriatico aggiunsero alle loro difese delle torri d’avvistamento (una era la Torre Foro sulla foce di Ortona), ma molti borghi marittimi furono abbandonati dalle popolazioni che si rifugiarono in città più grandi o sui monti. Purtroppo molti piccoli paesi in prossimità delle coste furono devastati con la susseguente deportazione degli abitanti in schiavitù.
Nel I566 i Saraceni dalle coste dell’Adriatico si spinsero lungo la vallata del Foro guidati da Pialy Pascià, il quale dopo aver firmato un armistizio con il duca di Calabria (figlio di Ferdinando di Aragona) si era diretto dapprima con scarsi risultati verso le isole Tremiti e poi sulle coste abruzzesi mettendo a ferro e fuoco Ortona e Francavilla.
Da circa quattro secoli a Villamagna il 13 luglio si rinnova la vicenda dei Saraceni che sbarcati furtivamente sulla coste del vicino adriatico, si spinsero lungo la valle del Foro per assediare Villamagna ma vennero fermati da Santa Margherita, patrona del luogo.