Le ceramiche di Rapino

Insieme a Castelli, Lanciano e Campli, Rapino copre un posto di tutto rilievo nella produzione di majoliche e ceramiche, tra le più antiche d’Abruzzo. Qui nel 1821 nacque  il primo ceramista, Raffaele Bozzelli, e numerosi furono gli artisti che operarono nella sua fornace, come Fedele Cappelletti, il più grande pittore di majoliche del sud Italia, e i Cascella, che lasciarono numerose opere, custodite nel “Museo delle genti d’Abruzzo” a Pescara e nel “museo della Ceramica” di Rapino, nell’antico monastero di Sant’Antonio, insieme ad un monumento ai caduti presso Bocca di Valle. Le più antiche produzioni risalgono al 1840-50, ma le opere più importanti vennero realizzate intorno agli 1860-70, raggiungendo negli anni successivi, un’originalità e una produzione che nel tempo caratterizzarono il piccolo borgo della Val di Foro: piatti, brocche, boccali, zuppiere, borracce decorati con uccellini sul ramoscello, fiori eseguiti a pennello e a stampino, il decoro “a tovaglia” ed il gallo. La ceramica rapinese era anche destinata alla produzione dei boccali di S. Rocco che i pellegrini utilizzavano per attingere l’acqua alla fonte miracolosa del santuario a lui dedicato nella vicina Roccamontepiano. Nel ’900 la ceramica da popolare qual’era, cominciò ad essere apprezzata anche da un’ampia fascia di borghesi che la utilizzavano sia per suppellettili che per decorare le pareti delle case. Oggi sono ancora presenti in paese le botteghe artigiane che continuano a riproporre i motivi tradizionali rapinesi, assieme a nuovi e più moderni manufatti. Nel museo è anche presente una scuola di ceramica, con corsi per decoratori e tornianti, a cui possono partecipare anche i turisti.

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