Grotta del Colle - Rapino

Le grotte della Majella orientale sono sempre state luoghi di culto e rivelatrici di antichi segreti. Una di queste, la “Grotta del Colle” , dopo aver concluso il sentiero che porta verso il monte Palogne; dopo aver oltrepassato un ombroso e fresco canalone, si arriva subito in un’apertura della roccia, umida e ricca di depositi calcarei; ci troviamo nella Grotta del Colle, dove nel secolo scorso fu ritrovata una lamina in bronzo conosciuta come Tabula Rapinensis, acquistata poi nel 1846 dallo storico tedesco Mommsen e portata nell’omonimo museo a Berlino, fu trafugata durante la seconda guerra mondiale e mai più ritrovata. L’iscrizione riportava la legge del popolo marrucino (Totai maroucai lixs) che regolamentava una forma di prostituzione sacra nel santuario di Giove, sotto la sovrintendenza della sacerdotessa di Cerere.

I resti delle fortificazioni italiche si trovano ancora in una località oggi nota come Piana della Civita (o Civita Danzica) e conserva ancora imponenti tratti della cinta muraria; nei pressi venne ritrovata negli anni ’30 la statuetta votiva in bronzo raffigurante una donna , conservata nel museo di Chieti e chiamata “Dea di Rapino”.

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http://www.sanniti.info/rapino01.html