Pizz'e foje

Si tratta di un cibo povero tipico delle classi popolari, costituito da verdura spontanea, bollita spesso insieme alle patate,  condita con olio o lardo, accompagnato da pizza gialla di farina di granturco cotta sul focolare “sott’a lu coppe” (sostituendo la “pizz’ ascime”, pizza azzima di farina di grano).

In Abruzzo la prima e rilevante coltura americana a diffondersi fu quella del mais. Diversi documenti attestano il “grandinije” (grano d’India) coltivato già nel ‘700. Alla coltivazione del granturco si affiancò, qualche decennio dopo, quella della patata, mentre non è ancora nota la diffusione del pomodoro, vanto ed eccellenza della nostra vallata. Le piante selvatiche rientravano regolarmente nell’alimentazione quotidiana dei contadini soprattutto a Maggio, mese individuato come la “costa di maggio” da risalire, in cui le scorte alimentari erano più o meno terminate, mentre i raccolti non erano ancora disponibili. Il consumo delle piante spontanee era proprio delle classi più povere; tutt’ora il modo di dire “va pe’ fujje” oppure “va pe’ cascigne” (pianta selvatica della famiglia del ) identifica una persona povera di risorse.