Convento Michetti - Francavilla

Seguendo la via principale di San Franco, sovrastante il borgo della vecchia Francavilla, è impossibile non scorgere il complesso conventuale, costruito nel XV secolo dai francescani, detti zoccolanti per le calzature che indossavano, e da loro abitato fino al 1867, quando le leggi del nuovo regno d’Italia soppressero numerose comunità religiose. Il convento passò al Comune, che per qualche tempo vi collocò le scuole elementari; poi, in quegli anni, venne a stabilirsi a Francavilla un giovane e promettente pittore, nativo di Tocco da Casauria. Francesco Paolo Michetti aveva un progetto da realizzare: creare una piccola comunità di artisti che lavorassero con lui e che si ispirassero al suo stesso ideale di celebrazione della terra natìa, ognuno con i propri mezzi espressivi. Il Comune appoggiò l’iniziativa di Michetti cedendogli nel 1885 il Convento, dove presto attuò il suo sogno: in quelle celle che avevano ospitato i monaci, si espressero numerosi giovani artisti, come d’Annunzio, Tosti e Barbella, abruzzesi purosangue, e altri che vi soggiornarono in brevi e lunghi periodi dell’anno, come Matilde Serao ed Eduardo Scarfoglio. Ancora oggi è visibile lo studio in cui dipingeva Michetti, ricco di tavolozze e pennelli. L’artista apportò al convento alcune modifiche: ristrutturò il chiostro, incastonando due “occhialini”, finestre circolari che lasciavano penetrare l’azzurro del mare e il verde della collina. Il pittore visse qui fino alla sua morte, circondato da un giardino di aranci, olivi e oleandri. Oggi vi abitano i suoi discendenti e si erge, proprio a custodia dell’edificio, la sua effigie in bronzo, opera di Nicola d’Antino, rivolta alla materna Majella.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Convento_Michetti